| Guglielmo Marconi: un'avventura legata alla nostra città | | Print | |
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Affermatasi la radiofonia e
potenziata la prima rete nazionale delle trasmissioni italiane, Bari fu
ancora preferita, fra le altre città della penisola, avendo una nuova
stazione da 24 KW, installata a Ceglie del Campo e inaugurata solennemente nel settembre 1932. Nel 1934 da Radio Bari hanno inizio le prime trasmissioni per l'estero in lingua araba con un notiziario trisettimanale, musiche e approfondimenti. Si tratta della prima emittente in arabo su tutto il Bacino del Mediterraneo. Due mesi dopo partiranno i programmi in lingua greca. In seguito alla situazione politica militare venutasi a creare con l’armistizio dell’8 settembre 1943, che pose fine alle ostilità tra l’Italia e le Potenze Alleate, il sistema delle radiodiffusioni venne completamente stravolto. Radio Bari, che si trova in quella piccola parte di territorio non ancora occupato né dagli anglo-americani né dai tedeschi, trasmette autonomamente servizi giornalistici nonché messaggi e proclami del re e del governo Badoglio, fuggito, come è noto, da Roma e rifugiatosi a Brindisi. Tali trasmissioni passeranno sotto il controllo dell’esercito alleato solo dopo il 22 settembre. L'avventura di Radio Bari è singolare e irripetibile, unica emittente libera, a 100 chilometri da Brindisi, è diventata subito la voce più importante del Sud. Radio Bari ha mandato in onda le prime parole dell'Italia libera. In mano ad un gruppo di giovani che avevano in Benedetto Croce e nella casa editrice Laterza i loro punti di riferimento, la radio aveva trasmesso l'11 settembre il primo messaggio di Vittorio Emanuele III dopo la fuga da Roma. Punto centrale della programmazione ITALIA COMBATTE: un panorama della situazione politico-militare e della guerra partigiana, un canale di messaggi per le azioni di guerriglia ma anche un veicolo di propaganda. Tra le rubriche titoli come "Spie al muro", nella quale si segnalavano i sospetti di delazione, per riportare tutti alla realtà. Al gruppo originale si aggiunsero scrittori, registi, "operatori radiofonici" in gran parte provenienti da Roma e tutti con un nome di battaglia. E c'era Aldo Moro che collaborava alla rubrica "La voce dei partiti". Tante voci e tanta musica, per provvedere alla quale si requisisce un intero negozio di dischi. Ma la musica non nasconde i contrasti tra americani e inglesi, tra monarchici e non. Nel '44 la situazione è all'apice della tensione. Il 28 gennaio 1944 si apre a Bari il congresso del CLN. Il generale Alexander proibisce alle forze alleate di parteciparvi, vietando anche la trasmissione della radiocronaca. Radio Bari registra gli interventi più salienti, come quello di Benedetto Croce, e li passa alla BBC. Da Radio Londra, il congresso finisce per avere un "lancio" tale da suscitare interesse in varie zone del mondo. Ma la marcia degli alleati avanza e a Radio Bari si aggiungono le stazioni delle altre città liberate: Napoli, Roma e Firenze.
Festosa fu la cerimonia d'inaugurazione alla presenza dell'allora Arcivescovo Nicodemo. La Rai aveva così la sua installazione per i programmi radiofonici e televisivi nonché una potenziata redazione giornalistica in grado di assolvere un più vasto compito regionale e nazionale. |
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Negli
anni Cinquanta, con l'avvento della televisione, la sede RAI di Bari
lasciava il palazzo di via Putignani sede Eiar, Ente Italiano Audizioni
Radiofoniche, per insediarsi - l'11.3.1959 - nella moderna costruzione
di via Dalmazia 104 (a due passi dal Marconi), con numerose e grandi
vetrate, sicché fu indicata come il "palazzo delle cento finestre".


