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Guglielmo Marconi

 

Studenti

Gli interventi dei ragazzi e delle ragazze del Marconi

Lettera a un carcerato

Concorso Fratello Lupo pastorale carcerariaCaro zio,

ti scrivo perché vorrei chiederti tante cose di cui non ho mai avuto l’occasione di parlartene, perché vorrei sapere come va la tua vita in carcere e perché vorrei venirti a trovare.

Sai, è difficile quando hai una persona cara chiusa in quelle quattro mura, in quel “lager”, è difficile per me e per la famiglia, non oso immaginare quanto possa esserlo per te, caro zio. Ricordo ancora quando avevo appena cinque anni e tu mi portavi in barca e quando finivamo il giro mangiavamo sempre un mega gelato con la panna, ridendo quando io mi sporcavo; quei sorrisi sinceri fatti di piccoli gesti mi facevano pensare che mai e poi mai mi avresti deluso . Sono sempre stata affezionata a te, ti consideravo un secondo padre, per me eri il castello inespugnabile, il palazzo perfetto che non crollava mai. Quando poi sono cresciuta, mio padre mi ha detto non ci saremmo mai più visti perché eri un uomo cattivo e di cui non ci si poteva fidare, ma io non ne capivo la ragione e continuai a piangere per giorni interi nella mia stanza. Quando, esattamente un anno fa, è squillato quel maledettissimo telefono tutte le mie certezze si sono infrante. Era la polizia che ci informava che eri stato arrestato. Dopo un po’ di tempo tutta la mia famiglia ti è venuta a trovare, tutti tranne me, ancora a distanza di un anno mi è difficile dire quell’arduo “sì” alla domanda di mia madre “Vuoi andare a trovare tuo zio?”. Incredibile vero? Adesso starai pensando che non ti voglio bene, che ti odio, ma sai non è così semplice come credi, è un passo importante che voglio fare quando sarò pronta. Ancora adesso non riesco a spiegarmi perché tu l’abbia fatto, perché tu ti sia comportato in quel modo; dicono che bisogna dare maggiore importanza alle cause dei reati piuttosto che agli effetti, io ci sto provando te l’assicuro, ma proprio non riesco a trovare un valido motivo che valga la pena di uccidere un uomo. Se una parte di me non riesce a spiegarsi come tu possa essere rinchiuso in una cella, c’è un’altra parte di me che spesso sovrasta quest’ultima che è la compassione. È chiaro che devo partire da una premessa, che ritengo sia giusto punirti per ciò che hai fatto, ma l’amore, l’affetto immenso che provo per te è indissolubile. Tu hai commesso un errore, questo è indiscutibile, ma non posso dirti che non ti voglio più bene, rimarrai per sempre mio zio! È proprio questo affetto che mi rende compassionevole e  mi addolora allo stesso tempo: perché, sentendo tutte le gravi condizioni in cui si trova il carcere oggi, penso come tu debba vivere in quel posto orribile, penso come tu debba stare lontano dalle persone che ami, lontano da ogni tipo di libertà e privato della tua dignità. Sappi, zio che io ti penso ogni istante e finalmente ho deciso di venirti a trovare perché non ce la faccio più: voglio vederti, voglio guardarti negli occhi perché tu stesso mi hai sempre insegnato che gli occhi non mentono mai e che a volte parlano più delle parole, voglio vedere quei tuoi occhi verde smeraldo pieni di pentimento e di umiltà d’animo. Voglio abbracciarti fino a farti piangere dalla gioia, perché se c’è una cosa che ho imparato è che sbagliando si impara e io sono certa che tu abbia imparato perché siamo tutti uomini e tutti possiamo rimediare a qualunque cosa, qualunque. Quindi non ti abbandonare mai alla tristezza e allo sconforto ma, se non l’hai fatto sinora, rimedia e ricomincia perché questa parola è la chiave di una nuova vita, ricordatelo!

Voglio concludere la mia lettera dicendoti che ti verrò a trovare la settimana prossima con mamma e papà e che ti ho fatto anche un regalo, però è una sorpresa! Mi raccomando abbi cura di te!

Con affetto,

la tua nipotina Roberta


Questo lavoro di Roberta Faccilongo della 2SB ha vinto il premio letterario "Scrivimi una lettera".

 

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Machiavellici... a modo nostro

La nostra Mandragola è andata in scena. Gli applausi e i sorrisi del pubblico ci hanno ripagati della fatica di ore ed ore di prove. Anche noi ci siamo divertiti. Ringraziamo i docenti che ci hanno seguito nel corso del progetto PON e che di ciascuno di noi sono riusciti a valorizzare qualità che non immaginavamo di possedere.

Ecco la registrazione dello spettacolo. Buona visione!



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Il giornale on line realizzato dagli alunni del Marconi

FaceLog

Il giornale on line realizzato dagli alunni del Marconi

che hanno partecipato al progetto PON “Promuoviamo la scuola”.

È stata una scommessa davvero azzardata:

    • Prendere venti alunni del Marconi a digiuno di qualunque nozione ed esperienza di giornalismo.
    • Motivarli.
    • Insegnare loro le basi di scrittura di un articolo, di grafica, di struttura e impaginazione di un giornale.
    • Far scrivere loro un numero di articoli sufficiente a mettere su una rivista di circa 50 pagine.
    • Impaginare e pubblicare su internet.
    • IL TUTTO IN 30 ORE di corso !!!

Un giocatore d'azzardo direbbe che “abbiamo vinto il jackpot”!

Il giornale c'è, ed è anche bello, da vedere e da leggere.

Potete leggerlo al seguente link: it.calameo.com/read/000865055a43052baa963

(Per chi possiede un tablet basta scaricare la app di Scribd e cercare FaceLog)

Il “miracolo” è stato possibile grazie al grande impegno di tutti i partecipanti ed in particolare della prof.ssa Anna Papadia e dell'esperto Franco Ardito.

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La notizia: dal di dentro

Nei giorni 21 e 22 novembre 2012, i nostri Alessio, Davide, Giuseppe e Luana, tutti studenti di quinta, hanno partecipato, presso il padiglione 152 Bis del Consiglio Regionale della Puglia alla Fiera del Levante di Bari, al Laboratorio didattico di giornalismo, realizzato in collaborazione con l'Ordine dei giornalisti e con l'Ufficio Scolastico Regionale. All'iniziativa hanno partecipato anche una trentina di studenti e studentesse di altre scuole, provenienti anche da luoghi della Puglia assai distanti da Bari.

La redazione al lavoroC'è stato un momento formativo iniziale, in cui il dott. Angelo Tedone, giornalista, ci ha trasmesso la sua passione per un lavoro che ama ed anche una quantità di informazioni tecniche e terminologie di settore, utili ad esempio a comprendere come il modo di impaginare le notizie non sia affidato al caso e come faccia differenza che il giornale sia indipendente oppure debba rendere conto al proprio azionista. Nella lezione i catenacci e gli occhielli, gli editoriali e gli articoli di spalla, si incrociavano continuamente con altre parole importanti come libertà e verità, valori imprescindibili quando si parla della stampa e del suo ruolo fondamentale in un Paese democratico.

Trattandosi di un laboratorio, bisognava imparare facendo. Ci siamo quindi suddivisi in cinque piccoli gruppi che rappresentavano altrettante redazioni, all'interno delle quali i docenti che ci hanno accompagnato avevano un ruolo paritario. Ci è stata affidata la responsabilità di comporre un articolo di circa 35 righe, ricavato dalla lettura di articoli da diversi quotidiani, per fare emergere la nostra capacità di sintesi e di esposizione. Che non fosse compito semplice, non soltanto per principianti come noi, è dimostrato dal fatto che si trattava di prove effettivamente somministrate negli esami per diventare giornalisti professionisti. Il nostro elaborato, che parlava di cinesi e di babbinatale, è stato letto e commentato insieme con quelli delle altre scuole al termine del secondo giorno di lavori, ed ha ricevuto i complimenti sia della giuria tecnica composta da giornalisti di mestiere, sia degli altri nostri coetanei. Al termine della manifestazione abbiamo ricevuto un attestato di competenza valido come credito formativo agli esami di Stato.

A nostro parere, la partecipazione a questa iniziativa è stata ricca di senso. In primo luogo, non è un caso che una delle modalità previste per lo svolgimento della prima prova di Italiano all'esame di Stato sia proprio la realizzazione di un articolo di giornale; quindi ben venga potersi esercitare un po' di più. Ma al di là dell'aspetto meramente scolastico, trovarsi dal lato del produttore della notizia, accorgersi che anche la scelta di un un aggettivo al posto di un altro può spiegare meglio la verità come anche manipolarla, aiuta a raffinare lo spirito critico ed a rinforzare i nostri anticorpi anti-manipolazione, per quando ci troviamo nella situazione più usuale di semplici fruitori (ma non per questo passivi) della notizia. Non da ultimo, abbiamo preso coscienza di come anche una scuola come il Marconi, che orgogliosamente e testardamente propone una didattica del fare, ci abbia fornito una preparazione di base di grande livello, tale da non farci mai provare complessi di inferiorità nei confronti dei colleghi agguerritissimi delle altre scuole.

Guardate la bella galleria fotografica dell'evento!

 

 

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Festival della legalità

Uno scatto dalla mostraSabato 20 ottobre 2012, noi della 4SA del Marconi di Bari, sentendoci un po' rappresentanti di tutto l'istituto, abbiamo partecipato con altre scuole della città alla manifestazione indetta dall'associazione Libera, detta Festival della legalità.

Inizialmente abbiamo visitato la mostra fotografica "I luoghi della legalità", organizzata presso la sala Murat, nella quale erano esposti i significativi scatti dell'artista Letizia Battaglia.

Abbiamo quindi effettuato una visita guidata nella quale, attraversando Bari Vecchia, abbiamo potuto visitare tre immobili confiscati alla mafia e riutilizzati ai fini sociali.

Il primo, situato sulla Muraglia, apparteneva al clan Capriati ed era l'abitazione del boss in persona. Ora è diventato un luogo di incontro e discussione affidato all'associazione Libera, che lotta con tutte le proprie forze e con i pochi propri mezzi contro la criminalità organizzata.

Nel secondo immobile abbiamo incontrato Pinuccio Fazio, padre di Michele Fazio, vittima innocente, ucciso a 15 anni "per errore" a Bari Vecchia dai clan mafiosi il 12 luglio 2001. Pinuccio e sua moglie hanno condotto una guerra personale contro la mafia, tanto da riuscire a trovare l'assassino del figlio. La Magistratura aveva già archiviato il caso ma, anche grazie all'interessamento della pm Désirée Di Geronimo, il caso è stato riaperto e, ad un anno di distanza dalla morte di Michele, gli assassini sono stati assicurati alla giustizia.

La nostra classe durante la visitaIl terzo ed ultimo immobile è un appartamento sequestrato al clan Strisciuglio e trasformato dall'associazione Arci di Bari in uno sportello d'ascolto e centro per attività di recupero e di formazione per donne e bambini.

Questa esperienza è servita a noi ragazzi per comprendere l'importanza di rimanere onesti, improntando al rispetto delle regole i nostri comportamenti quotidiani ed il nostro modo di stare a contatto degli altri per una società più umana e più giusta.

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Ecomafie, ambiente e territorio in Puglia

Uno scorcio primaverile della lama ferrata.Siamo un gruppo di studenti dell'I.T.I.S. G. Marconi di Bari, che nell'anno scolastico 2011-2012 hanno scelto di partecipare ad un P.O.N. su Legalità e Ambiente. In questo sito internet abbiamo deciso di condividere parte del materiale di cui ci siamo occupati e delle esperienze che abbiamo potuto vivere per comprendere ed agire più consapevolmente nelle scelte quotidiane che interessano tutti noi cittadini.

Il nostro percorso ci ha portati ad analizzare e discutere numerosi dati e storie presenti nel Rapporto Ecomafie 2011 di Legambiente. Il Rapporto ci ha permesso di avere un quadro generale sulle attività della criminalità organizzata in campo ambientale (rifiuti, edilizia, traffico di animali, agromafia...) con particolare attenzione alla Puglia.
Successivamente siamo scesi più in profondità nella conoscenza delle storie di alcuni “eroi contemporanei” della lotta alla criminalità ambientale e della tutela del territorio attraverso gli strumenti della politica locale.
Infine abbiamo toccato con mano (e ci siamo anche sporcati le mani...) delle realtà agricole ed educative che presidiano i territori su cui insistono e che scelgono di fare della cura della terra e delle persone che la abitano, un obiettivo etico e politico imprescindibile.

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Un bel punto d’arrivo… e l’inizio di un nuovo percorso!

 L’ultimo anno presso l’Istituto Guglielmo Marconi è stato uno dei più significativi e si è concluso, per quel che mi riguarda, con una grande sorpresa. Infatti, grazie alla formazione fornitami dalla scuola in questi cinque anni sono riuscita asuperare il test di ammissione all’Università Luigi Bocconi: era da tempo che avevo pensato di provarci, anche se ero consapevole delle difficoltà.

L’11 Maggio, dopo essere uscita prima da scuola ed essermi sorbita le ‘dolci parole’ della docente di lettere per aver saltato un compito, mi sono recata presso l’hotel Excelsior e ho sostenuto il test d’ingresso.

Il test prevedeva 100 domande, ambito prettamente scientifico (ad essere sincera era solo matematica!!), da risolvere in 90 minuti.

Ho atteso il 30 Maggio con grande ansia, per conoscere gli esiti della selezione. E ieri ho semplicemente letto:

Cara Cardone Clara, congratulazioni! Abbiamo il piacere di annunciarle che è stata ammessa al primo corso di laurea presso l’Università Bocconi.


Saluti
Clara Cardone 5SB

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